e la storia continua...
Scritto da Lorenzo De Letteriis • Lunedì, 17 maggio 2010 • Categoria: EventiIl "Birrificio Svevo", ospite del Ristopizza "La campagnola", nella Serata Menu Degustazione del 6 Maggio 2010, si è rivelato davvero un "Paradiso delle birre".

IL MATRIMONIO PERFETTO
E' nato nel 2002, con la produzione di sole birre granicole di tipologia bavarese stile "WeiBbier"("hefeweizenbier", "birra bianca di frumento").
Infatti, la prima birra prodotta è stata una Weiss, ma non fu subito "capita", poichè la gente era "poco abituata" alle "bavaresi".
La 2a fu "Germana", 1a birra in Degustazione, che ha subito incontrato il favore della gente, conquistando "unanime consenso".
Il mastro birraio è Vito Lisco, un 38enne consulente informatico, successivamente "rapito" dal fascino della birrificazione che, in una breve intervista, "racconta a chi scrive" che le suddette birre non sono state "standardizzate dalla massificazione" che tende a "spersonalizzare" il gusto come diretta conseguenza della civiltà dei consumi.
In effetti non sono nè filtrate, nè pastorizzate, senza aggiunta di stabilizzanti chimici, come accade nelle mere birre industriali, ma solo naturali ingredienti e la "complice" passione della moglie Claudia Lisco, che nell'Azienda ha il ruolo di Direttrice Commerciale, tanto fiera del marito da voler portare con orgoglio il suo cognome.
Continua dicendo che dall'antichità(circa 8000 anni prima della nascita di Cristo, in Mesopotamia) sino a circa centottanta anni fa, le birre erano prodotte in questo modo, cioè artigianalmente.
Dal 1300 al 1800 d.C., nasce il metodo dell'alta fermentazione, "loro" cavallo di battaglia, ma l'avvento della fermentazione bassa nel 1950 circa, sebbene apporti una "filosofia" che oggi è, di gran lunga, la più utilizzata al mondo, induce la "tradizione brassicola" a non riuscire a sopravvivere all' "invasione dell'industria" con una sorta di "involuzione del progresso".
Tornando alla "Brasserie" in questione, bisogna dire che con il passar degli anni, furono prodotte birre che si rifacevano al cosiddetto "gusto italico", continuando a perseguire i principi dell'alta fermentazione e della rifermentazione in bottiglia.
Birre, quindi, prodotte solo con cereali maltati, pregiati luppoli in fiore, cechi e statunitensi e selezionati lieviti del tipo "Saccharomyces cerevisiae" o "uvarum", altresì detto "lievito di birra"(sussiste anche, per lo Champagne ed i vini-spumanti in genere, il lievito del tipo "Bayanus") che, oltre alla birrificazione, viene adoperato anche nella vinificazione, panificazione ed alla preparazione di un fermentato, che, se sottoposto a distillazione, dà vita ad una acquavite.
Le birre sono riproposte nella tradizionale bottiglia sciampagnotta da 75 cl con tappo in sughero e quindi come calco del più famoso dei vini, il "vin mousseux", lo "Champagne".
Non è soltanto una questione estetica, ma anche metodologica.

Infatti, viene ripresa la "Méthode Champenoise", il "Metodo Classico", che consiste nell'introdurre nella bottiglia, in seguito all'imbottigliamento, un denso sciroppo di vino, con una precisa quantità di zucchero di canna, lieviti e sostanze minerali(atti alla compattazione fecale), che innescano la rifermentazione in bottiglia.
Codesto "liquore" è essenzialmente tipico del territorio che fra Reims ed Epernay, chiamano la "liqueur de tirage".
Non per niente, la suddetta birra viene definita "Lo Champagne della gente comune".
Non figurando, però, per le birre, la pratica del "Remuage"("Coup de poignée, "Sbancamento") e del "Dégorgement"("Sboccatura" o "Degorgiamento") che illimpidiscono lo Champagne, le "Artigianali" risultano gradevolmente torbide, opalescenti, ma delicate e morbide.
Peraltro, la miscela di vino, saccarosio da canna da zucchero e sali minerali, viene, ovviamente, sostituita nelle birre artigianali dal solo zucchero.

Egli prosegue ancora dicendomi che il birrificio è stato insignito di svariati riconoscimenti.
Infatti, con l' "Imperium porter" ha vino il 1° Premio all' "Italia beer festival"(prima denominato, "1° Salone della Birra Artigianale e di Qualità") di Milano nel 2007 nella "Categoria Birre Italiane".
Nella medesima rassegna, alla birra "Fortemalto", sempre prodotto di bandiera di casa "Lisco" e 3a birra in Degustazione, è stato attribuito il 4° posto.
Nello stesso concorso, ma un anno più tardi, si è distinto con orgoglio, in quel di Brescia, fra i primi posti.
Presente a Londra con 3 birre ed in Canada tra le prime posizioni, tra l'altro, il 16 Ottobre 2009, nel "Mondial de la bière" di Strasbourg , si è imposto fra i primi 6 birrifici artigianali al mondo.
continua....



2 Commenti
Non sapevo che avessimo a Bari un birrificio tanto quotato!
Tanto più che, oggigiorno, non è affatto semplice aprire un birrificio puntando alla qualità:
bisogna conoscere la birrogiurisprudenza, i distributori, i produttori, le normative e così discorrendo!
Io ho avuto il piacere e l'onore di assaggiare personalmente le ale artigianali di casa "Lisco" e devo dire che le mie aspettative non sono state per niente disattese!
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