Vino, Birra, Enogastronomia e buona tavola

Sommelier Divino. Il vino vola sull'iPhone.

Scritto da 100vino • Martedì, 23 febbraio 2010 • Commenti 1 • Categoria: Mercati e Tendenze

Sommelier Divino per iPhoneSi chiama Sommelier Divino ed è l'ultima soluzione pensata per gli amanti della tecnologia e del buon bere. Si tratta di un software per l'iPhone, sviluppato in collaborazione con la Guida Oro - I vini di Veronelli. Racchiude diverse funzionalità tutte pensate per chi desidera accrescere le proprie conoscenze vinicole ed enogastronomiche ed essere in possesso di uno strumento che lo guidi verso la scelta del piatto giusto da abbinare e fino all’enoteca dove acquistare il vino.

Strutturato molto bene, Sommelier Divino per iPhone costa veramente un'inezia - solo 3,99 € - ed scaricabile da Apple Store.

Sommelier Divino nasce dall’idea di 2 vecchi amici che si sono trovati nella situazione di non saper scegliere il vino più adatto a quello che stavano per mangiare e si affidavano spesso alla moda del momento o ai vari sentito dire o ancor peggio al consiglio del cameriere, che non sempre ha la giusta competenza.

Da qui l’idea di sviluppare una Guida seria che permettesse di essere autonomi nella scelta e di acquisire una certa tranquillità con l’obiettivo di incrementare la qualità enogastronomica.

Sommelier DiVino è la prima applicazione al mondo che promuove la conoscenza vinicola e gastronomica italiana nel mondo coinvolgendo le enoteche sul territorio. Sommelier DiVino NON è una semplice lista di vini, ma una vera e propria Guida utile a coloro che voglio apprendere e conoscere il mondo vinicolo italiano.



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Etichette più trasparenti con "Birra chiara"

Scritto da 100vino • Lunedì, 22 febbraio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Mercati e Tendenze

A Pianeta Birra Beverage & Co. in svolgimento in questi giorni, Mo.Bi. - movimento per la birra, ha presentato un progetto di chiarezza e informazione a favore del mondo della birra. Il movimento MoBi ha tra i propri principali obiettivi la volontà di promuovere l’accesso ad un’ampia produzione birraria, il sostegno ad un corretto livello dei prezzi al consumo, la promozione della produzione casalinga di birra (homebrewing), l’organizzazione di corsi, rassegne e concorsi pronti a stimolare la sensibilità delle persone nei confronti del consumo di bevande al malto.

Il convegno di oggi promosso dal movimento è stata l'occasione per presentare un progetto che nasce da una volontà di trovare il modo per rendere più chiare  le informazioni basilari che il consumatore deve trovare su un’etichetta. Ciò al fine di poter compiere una scelta motivata e consapevole.

Attualmente la legge prevede che sull’etichetta siano indicati il nome e la ragione sociale del produttore, lo stabilimento e la sede di produzione, il nome commerciale del prodotto, la tipologia merceologica prodotta, il contenuto (volume), il titolo alcolometrico espresso in volumi, data entro cui consumare il prodotto, lotto di produzione e invito a non disperdere nell’ambiente.


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Le "giornate gastronomiche" di Chiavari e dintorni

Scritto da 100vino • Lunedì, 4 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Eventi

Domenica 10 gennaio avrà inizio la rassegna “Giornate gastronomiche di Chiavari e del suo entroterra”. Undici inviti a tavola che si svilupperanno nel corso del mese per poi ripetersi a febbraio e a marzo. L’iniziativa è promossa da Ascom con il sostegno di Promotur, Camera di commercio, ristoratori di Fepag-Confcommercio e sarà dedicata alla castagna nella tradizione chiavarese.

La peculiarità fondamentale è portare la gente a scoprire il mondo dei prodotti attraverso menu tradizionali che rispettino la stagionalità e la cultura culinaria della zona attraverso la loro preparazione in maniera storica e legati ad alimenti e bevande prodotti e commercializzati esclusivamente da aziende del territorio.

Le “Giornate gastronomiche” girovagheranno tra Chiavari e le valli Fontanabuona, tra Aveto e Graveglia.
Altro aspetto importante è il prezzo di pranzi e cene che sarà sempre compreso tra i 25 e i 50 euro.

Un altro segno distintivo delle “Giornate gastronomiche” è la guida all’assaggio, ossia una scheda informativa sulla storicità del piatto, la tradizione culinaria ligure, la preparazione e gli ingredienti utilizzati, che verrà offerta ai commensali per aiutarli a capire che cosa si accingono a mangiare.


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Google Goggles per riconoscere il vino

Scritto da 100vino • Mercoledì, 30 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Tecnica e coltivazione

Ci allontaniamo un pò dal nostro usuale percorso di notizie e segnalazioni dedicate al mondo del vino, per arrivare ad una vera rivoluzione nel campo tecnologico che però coinvolge, in questa fase iniziale, anche il vino. Stiamo parlando del nuovissimo Google Goggles, un nuovo programma installabile sul proprio telefonino (disponibile per ora sul recente sistema operativo per cellulari chiamato Android e sviluppato dalla stessa Google) che consente di fotografare un oggetto, scandirne forme, colori, riconoscendo scritte e quant'altro necessario per effettuare una ricerca su Google e ottenere come risposta informazioni correlate.

Incredibile.
Per la fase iniziale di Google Goggles, sono state scelte precise tipologie merceologiche, tra le quali monumenti, libri, biglietti da visita, opere d'arte, luoghi, loghi e soprattutto ... vini.

In altre parole, se vi trovaste di fronte ad una bottiglia di vino e voleste avere maggiori informazioni, basta fotografarne l'etichetta, attenderne lo "scanning" e immediatamente dopo ricevere le informazioni che il motore più famoso al mondo è in grado di fornirvi.

Il video che segue vi mostrerà le sue potenzialità, che ovviamente non riguardano solo il mondo del vino ma una immensità di ambiti applicativi. Sembra proprio una vera rivoluzione.
Che cambi anche il mondo del vino quando Google Goggles sarà pienamente funzionante e disponibile per tutti i sistemi operativi dei cellulari in commercio?


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Spruzzi di Spirito. A Gussago per conoscere Distillati e Grappe di qualità

Scritto da 100vino • Martedì, 29 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Eventi

Distillare significa letteralmente estrarre "goccia a goccia'', ricavare l'essenza, lo ''Spirito'', da qualcosa. E’ esattamente questo il senso e il valore dell'antichissima arte della preparazione dei distillati.

Ad aiutarci a scoprire questa raffinata arte ci pensa Spruzzi di Spirito, un evento-manifestazione degustativo-mercato che si svolgerà il 30 ed il 31 gennaio 2010, a Gussago (Bs), con l'obiettivo di promuovere e far conoscere nel giusto e corretto modo i Distillati ed in particolare un prodotto unico nel mondo e di altissima qualità come la "Grappa".

Gussago si trova in incantevole contesto collinare della Franciacorta, in provincia di Brescia, fra i fiumi Oglio e Mella, fra le Alpi e la Pianura Padana. A nord-ovest la Franciacorta è delimitata dal lago d'Iseo e grazie alla sua posizione pedecollinare protetta gode di un clima mite e gradevole.
Molti ignorano che la provincia di Brescia, ed in particolare la zona di Gussago, siano zone storicamente vocate e di importante produzione dei Distillati.


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Gusti e preferenze degli eno-appassionati in tema di bollicine

Scritto da 100vino • Martedì, 29 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Champagne, Mercati e Tendenze, Spumante

Secondo una recente indagine svolta per conto di WineNews e il Forum degli Spumanti d’Italia emerge chiaramente come gli eno-appassionati preferiscano in larga misura bere lo spumante a discapito dello champagne. Gli spumanti nazionali dunque vincono grazie al loro rapporto qualità/prezzo, alla grande varietà di tipologie offerte e alla più facile reperibilità sul territorio.

L’inchiesta, che ha coinvolto 1.224 “enonauti” (amanti di vino & web), voleva indagare sui gusti e le preferenze degli eno-appassionati in tema di bollicine, per stabilire scherzosamente il vincitore dell’eterna sfida tra noi e i cugini d’Oltralpe.

Una competizione che vede primeggiare gli spumanti italiani: il 75% di chi ha risposto beve infatti più spesso bollicine made in Italy, contro il 9% che sceglie più frequentemente bollicine francesi. Il 16% degli eno-appassionati dichiara invece di bere spumanti italiani e francesi con la stessa frequenza.

Ma quali sono i punti di forza dei rispettivi schieramenti?

Le bollicine italiane vincono decisamente per il loro rapporto qualità/prezzo (48% delle risposte). Il 21% le sceglie invece perché predilige il made in Italy, il 18% perché offrono una grande varietà di tipologie e il 13% perché le giudica migliori dal punto di vista qualitativo.

Chi invece opta per lo Champagne lo fa innanzitutto perché lo ritiene di qualità superiore (68% delle risposte). Il 12% sceglie francese per l’ampia gamma di varietà, l’11% per il rapporto qualità/prezzo ed il 9% per una decisa attrazione per il made in France.


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O’ scuru o’ scuru. L'Etna Rosso tra arte e poesia

Scritto da 100vino • Lunedì, 28 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino rosso

L' O’ scuru o’ scuru nasce nel profondo sud italiano, sulle pendici dell'Etna, da vitigni Nerello Mascalese (80%) ed il Nerello Cappuccio (20%).

La declinazione di questo vino rosso viene prodotto da una giovane azienda vitivinicola - Al-Cantàra - che in poco tempo ha saputo affermarsi sul mercato sia per il connubio, unico e prezioso nel suo genere, tra uva, versi e pastelli, sia per la qualità dei vini, riconosciuta con alcuni premi di portata nazionale e internazionale: fra questi il Vinitaly e la Douja D’or nel 2008, nonché Pramaggiore e la selezione del Sindaco nel 2009.

L' O’ scuru o’ scuru non è solo un vino fine a se stesso, ma è frutto di un progetto.
Il nome della giovane azienda, portata avanti da Pucci Giuffrida, ha un nome cercato, studiato, voluto, pieno di significato e di allegoria.
“al-cantàra” in arabo significa “ponte”: ed è proprio come un ponte che Giuffrida ha voluto unire elementi storici della terra siciliana in un sottile collegare fra loro arte, vino e poesia.

Per chi conosce le opere di Nino Martoglio, cui i vini di questa azienda vitivinicola si ispirano, sa che i suoi versi ricreano sapientemente l’atmosfera elegante e raffinata, con una dovizia di particolari dove il sapore emerge in chiave figurativa.

E così, ad esempio, “O’ scuru o’scuru” è la silloge di sonetti siciliani sulla “maffia” – trattata chiaramente in chiave nient’affatto elogiativa o encomiastica – diventando il nome di un rosso DOC, sulla cui etichetta è rappresentato l’ambiente tipico delle osterie siciliane di qualche tempo addietro, colori cupi, avventore con bottiglia in una mano, penna d’oca nell’altra, intento a scrivere qualcosa sotto la fioca luce di una candela.

Ma torniamo al vino “O’ scuru o’scuru”.


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Rupi del Vino - Il film documentario di Ermanno Olmi

Scritto da 100vino • Giovedì, 24 dicembre 2009 • Commenti 2 • Categoria: Eventi

Presentato al Festival di Roma lo scorso ottobre, arriva per una visione casalinga in formato DVD l'ultimo film-documentario firmato Ermanno Olmi: Rupi del Vino.

"Cinque sono i motivi per bere: l'arrivo di un amico, la bontà del vino, la sete presente e quella che verrà, e qualunque altro ". (Oddone Colonna, Papa Martino V - 1431)

Questa recente opera cinematografica ha la scopo di comunicare quanto di eroico è stato fatto nei secoli in Valtellina dall’uomo che, con diligenza e scienza, si è rapportato positivamente all’ambiente realizzando un territorio coltivato che ancora oggi, e anche per il futuro, è viva e provata testimonianza di sapienza agricola, di capacità produttiva, di rispetto della natura e di valorizzazione del territorio.

Ermanno Olmi, nel progettare questa sua ultima opera pone come centralità la Valtellina, le vigne e i vini.
Scrive:

Chi fra noi, cittadini comuni, ha ancora un rapporto diretto e partecipe col mondo del vino?
Credo, oramai, solamente quei pochi che il vino lo coltivano, ne curano i frutti e lo producono.

Per il cittadino comune, ossia il cittadino metropolitano, l’approccio al vino è con gli scaffali espositivi: la bottiglia da rigirare tra le mani, anche se dall’etichetta non si capisce molto.
Qualcuno, con ingenua curiosità, espone il vetro in controluce per vedere trasparenza e colore del contenuto.
Chissà.
In passato, invece, non era così.

Il momento del vino, nella mia infanzia contadina, era vissuto con partecipazione diretta al rito che ogni anno puntualmente si ripeteva e perpetuava a cominciare, appena fuori dall’inverno, dalla preparazione della vigna con la cura dei tralci e della zolla. E poi in primavera, quando le mani del vignaiolo frugavano con dolcezza nel fitto del fogliame dove spuntavano i primi grappoli ancora minuti come neonati.

 

 


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