3 nasi per il barolo
Scritto da Lorenzo De Letteriis • Lunedì, 5 aprile 2010 • Commenti 2 • Categoria: Barolo
Ne "IL Compagno" di Cesare Pavese il protagonista Pablo viene ammonito così:
"Tu sei giovane....e non sai che tre nasi son quel che ci vuole per bere il Barolo".
Lo scrittore parla della complessità olfattiva del vino e cioè a dire la prominenza di famiglie odorose riscontrabili nell'esame olfattivo. Non per niente, questo nettare di Dioniso è considerato uno dei vini più "complessi" esistenti.
Ma perchè ?
La risposta non è univoca.
Il barolo è ricavato unicamente dalle uve dei biotipi Michet, Lampia e Rosè del vitigno Nebbiolo, che ha una caratteristica che lo rende davvero unico, sebbene un po' stravagante, infatti è la prima vite a germogliare e l'ultima a lasciar cadere le foglie, con uno dei cicli vegetativi e colturali più lunghi in assoluto.
Le conseguenze sono, da una parte, che il vitigno è esposto agli agenti ed alle avversità atmosferiche durante quasi tutto l'anno vegetativo, dall'altra, però, la lenta evoluzione in un tempo così prolungato, apporta più maturità e complessità olfattiva al vino stesso con quei profumi ai quali anche lo scrittore Cesare Pavese non è rimasto indifferente.

Vino nobile da vitigno principe, il
