Vino, Birra, Enogastronomia e buona tavola

Stappate due bottiglie di champagne di 200 anni fa

Scritto da Apcom • Giovedì, 30 dicembre 2010 • Commenti 0 • Categoria: Champagne
Erano in un relitto ritrovato in estate in fondo al Mar Baltico. Un vero tesoro sommerso nel fondo del mare che hanno ripreso aria in un evento straordinario davanti ad una platea di pochi eletti.

Due delle bottiglie di champagne più vecchie al mondo, ritrovate lo scorso luglio dopo aver trascorso oltre duecento anni all'interno di un relitto nel Mar Baltico, sono state stappate ad Aaland in Finlandia, davanti a un centinaio di amatori e giornalisti con il bicchiere in mano.

I due preziosi champagne un Veuve Clicquot e un Juglar, dal nome della casa "châlonnaise" ormai scomparsa, fanno parte di uno stock di 168 bottiglie, probabilmente inviato dal re di Francia Luigi XVI alla corte imperiale di Russia, ma mai giunto a destinazione.

L'apertura di due bottiglie è stata organizzata dalle autorità dell'arcipelago autonomo finlandese di Aaland.

Poche le bollicine, ma il nettare contenuto nelle bottiglie sprigionava ancora un profumo acre che solleticava le narici, hanno raccontato alcuni presenti.


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Gusti e preferenze degli eno-appassionati in tema di bollicine

Scritto da 100vino • Martedì, 29 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Champagne, Mercati e Tendenze, Spumante

Secondo una recente indagine svolta per conto di WineNews e il Forum degli Spumanti d’Italia emerge chiaramente come gli eno-appassionati preferiscano in larga misura bere lo spumante a discapito dello champagne. Gli spumanti nazionali dunque vincono grazie al loro rapporto qualità/prezzo, alla grande varietà di tipologie offerte e alla più facile reperibilità sul territorio.

L’inchiesta, che ha coinvolto 1.224 “enonauti” (amanti di vino & web), voleva indagare sui gusti e le preferenze degli eno-appassionati in tema di bollicine, per stabilire scherzosamente il vincitore dell’eterna sfida tra noi e i cugini d’Oltralpe.

Una competizione che vede primeggiare gli spumanti italiani: il 75% di chi ha risposto beve infatti più spesso bollicine made in Italy, contro il 9% che sceglie più frequentemente bollicine francesi. Il 16% degli eno-appassionati dichiara invece di bere spumanti italiani e francesi con la stessa frequenza.

Ma quali sono i punti di forza dei rispettivi schieramenti?

Le bollicine italiane vincono decisamente per il loro rapporto qualità/prezzo (48% delle risposte). Il 21% le sceglie invece perché predilige il made in Italy, il 18% perché offrono una grande varietà di tipologie e il 13% perché le giudica migliori dal punto di vista qualitativo.

Chi invece opta per lo Champagne lo fa innanzitutto perché lo ritiene di qualità superiore (68% delle risposte). Il 12% sceglie francese per l’ampia gamma di varietà, l’11% per il rapporto qualità/prezzo ed il 9% per una decisa attrazione per il made in France.


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Crollano i prezzi dei vini francesi

Scritto da Ciro Iodice • Martedì, 24 marzo 2009 • Commenti 0 • Categoria: Champagne, Mercati e Tendenze, Vino

Crollo dei prezzi per i vini francesi
Anche i vini francesi, i grandi "crus", sono vittime della crisi economica che in Francia ha già messo ko il settore immobiliare.

Ed il mercato crolla: è successo all'annata più prestigiosa degli ultimi tempi, quella del 2005. Un "premier cru" di Bordeaux che si vendeva a più di 1.000 euro la bottiglia fino allo scorso luglio, sul mercato londinese oggi non costa più di 500 euro. Insomma, dopo l'esplosione delle "bolle" immobiliare e speculativa in Francia, ora tocca anche a quella del vino.

Naturalmente si parla dei vini che meritano la definizione di grandi "crus", prodotti straordinari e in alcuni casi unici, sia per provenienza (hanno questa denominazione concessa ufficialmente soltanto alcuni vigneti di qualità superiore), sia per annata.

Si tratta di etichette mitiche come Cheval-Blanc, Palmer, Yquem, Haut-Brion, Ducru-Beaucaillou: tutti prodotti che si quotano come in Borsa e i cui prezzi seguono spesso la curva del Dow Jones newyorkese.

Bottiglie di Mouton e di Latour 2008 quindi a 100 euro ad esemplare quest'anno? Non è impossibile. Gli esperti parlano di "crollo epocale" con prezzi in calo del 20%-30% per i "cru" medi (venduti intorno ai 10-20 euro alla bottiglia) e fino al 40-50% per i più noti "chateaux". Calo che sembra destinato a durare.



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Nel 2009 primato mondiale del vino italiano

Scritto da Ciro Iodice • Mercoledì, 14 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Champagne, Mercati e Tendenze, Vino
Le esportazioni italiane hanno raggiunto per la prima volta il valore di 3,5 miliardi di euro.

Nel 2009 sarà Made in Italy il maggior numero di bottiglie di vino acquistate e bevute nel diversi continenti grazie al primato mondiale conquistato dalla produzione italiana con il sorpasso nei confronti dei tradizionali concorrenti francesi.
E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che dopo molti anni la conclusione della vendemmia, con un raccolto nazionale di circa 45 milioni di ettolitri (+ 5 per cento), ha sancito lo storico sorpasso quantitativo dell'Italia sulla Francia dove la raccolta dell'uva si annuncia inferiore del 5 per cento per un quantitativo di 44 milioni di ettolitri.

Un risultato che - sottolinea la Coldiretti - è il frutto anche di una crescita qualitativa con circa il 60 per cento dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. Sono 477 - precisa la Coldiretti - i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (316 vini Doc, 41 Docg e 120 Igt).


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E' di Altopascio l'Ambasciatore Italiano dello Champagne 2008

Scritto da Ciro Iodice • Lunedì, 22 settembre 2008 • Commenti 0 • Categoria: Champagne
Leonardo Taddei, conosciuto sommelier operante nella provincia di Lucca, nonché Delegato A.I.S. ( Associazione Italiana Sommeliers), è stato nominato Ambasciatore Italiano dello Champagne.

Un ruolo importante per un compito importante: comunicare e rappresentare lo Champagne in Italia.

Ci si può smarrire quando si entra in contatto con il mondo del vino e dell'enologia: sigle, organi preposti, comitati di zone produttive.
I Francesi, nel settore agroalimentare, sono storicamente più rigidi e all'avanguardia.
Il loro Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC) è infatti un organo qualificato e importantissimo per l'oggetto che rappresenta (lo champagne è il vino più famoso del mondo).

A questo proposito il CIVC ha da qualche tempo creato una serie di selezioni nazionali per eleggere ogni anno un Ambasciatore dello Champagne in otto paesi europei (oltre a Italia e Francia sono coinvolte Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Olanda e Svizzera) cui seguirà un ulteriore concorso per assegnare il titolo continentale.
In ogni contesto nazionale possono partecipare alla prova tutti coloro che si siano distinti in varie forme (insegnamento, informazione e comunicazione) alla diffusione della cultura dello champagne, iscrivendosi al sito legato al CIVC, ossia www.champagne.it.


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