Vino, Birra, Enogastronomia e buona tavola

Riconosciuta la "Doc" al vino di Todi

Scritto da Eva di Pretoro • Giovedì, 28 gennaio 2010 • Commenti 0 • Categoria: Vino bianco
E' arrivato il riconoscimento definitivo alla Denominazione di Origine Controllata "Todi" da parte del Comitato Vini del Ministero delle Politiche Agricole.

Un grande successo dei produttori di uva e delle cantine del territorio, rappresentati dai produttori Associati Vino Grechetto di Todi "Progres".

Grande la soddisfazione dell’amministrazione comunale, nella persona del Sindaco Ruggiano e dell'assessore Ciani delegato al monitoraggio e al coordinamento dell’iniziativa.

L'assessore Ciani ha dichiarato: "Il risultato ottenuto è un prezioso riconoscimento di attenzione e di stima, ma è un grande punto di partenza che ci auguriamo dia nuova linfa alle produzioni agricole, ai nostri vini ed a tutto il turismo enogastronomico.

L'amministrazione comunale ringrazia il Ministero delle Politiche Agricole per avere avuto grande considerazione e grande rispetto per un territorio come il nostro, piccolo per dimensioni, ma grande per tradizioni e risorse".


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O’ scuru o’ scuru. L'Etna Rosso tra arte e poesia

Scritto da 100vino • Lunedì, 28 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino rosso

L' O’ scuru o’ scuru nasce nel profondo sud italiano, sulle pendici dell'Etna, da vitigni Nerello Mascalese (80%) ed il Nerello Cappuccio (20%).

La declinazione di questo vino rosso viene prodotto da una giovane azienda vitivinicola - Al-Cantàra - che in poco tempo ha saputo affermarsi sul mercato sia per il connubio, unico e prezioso nel suo genere, tra uva, versi e pastelli, sia per la qualità dei vini, riconosciuta con alcuni premi di portata nazionale e internazionale: fra questi il Vinitaly e la Douja D’or nel 2008, nonché Pramaggiore e la selezione del Sindaco nel 2009.

L' O’ scuru o’ scuru non è solo un vino fine a se stesso, ma è frutto di un progetto.
Il nome della giovane azienda, portata avanti da Pucci Giuffrida, ha un nome cercato, studiato, voluto, pieno di significato e di allegoria.
“al-cantàra” in arabo significa “ponte”: ed è proprio come un ponte che Giuffrida ha voluto unire elementi storici della terra siciliana in un sottile collegare fra loro arte, vino e poesia.

Per chi conosce le opere di Nino Martoglio, cui i vini di questa azienda vitivinicola si ispirano, sa che i suoi versi ricreano sapientemente l’atmosfera elegante e raffinata, con una dovizia di particolari dove il sapore emerge in chiave figurativa.

E così, ad esempio, “O’ scuru o’scuru” è la silloge di sonetti siciliani sulla “maffia” – trattata chiaramente in chiave nient’affatto elogiativa o encomiastica – diventando il nome di un rosso DOC, sulla cui etichetta è rappresentato l’ambiente tipico delle osterie siciliane di qualche tempo addietro, colori cupi, avventore con bottiglia in una mano, penna d’oca nell’altra, intento a scrivere qualcosa sotto la fioca luce di una candela.

Ma torniamo al vino “O’ scuru o’scuru”.


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Vino Lugana, la prima DOC lombarda

Scritto da 100vino • Sabato, 12 dicembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Spumante, Vino bianco

Avvicinarsi ad un vino Lugana significa ripercorrere di fatto una storia legata alla terra, vuol dire bere la prima DOC registrata in Lombardia e tra le primissime in Italia (1967).
Tutto ciò ribadisce - a ogni sorso - tutta la sua identità derivante dal vitigno che lo caratterizza, la vera ricchezza da cui nascono le tipologie del Lugana.

Qual è, allora, il nome e la storia del vitigno?
Il disciplinare fa riferimento al Trebbiano di Soave, localmente chiamato Trebbiano di Lugana; le più recenti indagini assicurano però che il genoma del vitigno da cui si ottiene il Lugana è diverso dal Trebbiano veronese, come è diverso dal Verdicchio marchigiano.

Diventa allora importante sapere che di vitigno autoctono si parla, dichiarato dall'Università degli Studi di Milano esclusivo di questa zona di produzione.
Questo vitigno, selezionato nei secoli dai vignaioli locali, diventa un elemento fondamentale per la valorizzazione del basso Garda e di tutto il comparto agroalimentare e turistico.

Il Lugana viene prodotto in tre tipologie: Lugana doc, Lugana Superiore e Lugana Spumante


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Vino e olio del Chianti, punte di diamante del Made in Italy

Scritto da Ciro Iodice • Giovedì, 12 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino


Appuntamento a Firenze il 17 e 18 febbraio con Chianti Classico Collection, evento a celebrazione del successo nazionale

Con un fatturato di oltre 500 milioni di euro, il distretto agroalimentare del Chianti Classico è il polo produttivo italiano a maggiore redditività, in costante ascesa sui mercati europei.


L'abilità nell'interpretare trend culturali contemporanei e orientamenti settoriali degli acquirenti, ha portato questa ‘porzione di Belpaese' a riscuotere in ambito internazionale un successo difficilmente eguagliabile.

Carta vincente del Chianti, l'identità socio-culturale impressa nei ‘geni' delle sue produzioni, che ha consentito la penetrazione di un mercato ostile e altamente concorrenziale. Non di minore rilevanza al riguardo, la competenza degli imprenditori vitivinicoli chiantigiani, che hanno promosso le qualità ambientali, artistiche e culturali del territorio.

Ha spiegato Marco Pallanti, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico

Quella di costituire un distretto agroalimentare è una scelta che per l'Italia, e in particolare per il Chianti Classico impegna le aziende a fare sistema, valorizza le imprese e garantisce una maggiore tutela ambientale, diventando il perno di una nuova strategia per fronteggiare le sfide sempre più impegnative del futuro.


Vino, olio e turismo le principali voci in bilancio, all'interno di un sistema virtuoso che dà occupazione rispettando e valorizzando uno dei più importanti paesaggi italiani.


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Il Vespaiolo Spumante diventa DOC e si presenta ai cuochi

Scritto da Ciro Iodice • Mercoledì, 4 febbraio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino
Una piacevolissima proposta alternativa a tante bollicine standardizzate

I cuochi veneti della FIC saranno i primi a degustare il Vespaiolo Extra Dry Beato Bartolomeo, fresco di riconoscimento a DOC. Piacevole alternativa alle "solite" bollicine.

Debutta il prossimo 3 febbraio di fronte all'Unione Cuochi del Veneto il Vespaiolo Spumante Extra Dry Beato Bartolomeo, fresco di riconoscimento a DOC. L'occasione è data dalla cena organizzata da Graziano Manzato, presidente della sezione veneta della FIC (Federazione Italiana Cuochi), al ristorante Antica Postumia di Vedelago (TV) per festeggiare "la pioggia di medaglie" vinte alle recenti olimpiadi di cucina di Erfurt, in Germania. La Cantina Beato Bartolomeo, che ha partecipato come sponsor tecnico alla kermesse tedesca, sottoporrà all'attenta platea di chef il suo Vespaiolo Spumante Extra Dry DOC servito come aperitivo.


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