Vino, Birra, Enogastronomia e buona tavola

Un Weekend romano da record tra vino novello e castagne

Scritto da 100vino • Giovedì, 12 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino e manifestazioni
Arriva il week end dove si registrano i maggiori consumi delle castagne e del vino novello che sono entrati nella tradizione alimentari degli italiani che apprezzano l’abbinamento tra prodotti da primato del Made in Italy alimentare.

Se l’Italia ha conquistato il titolo di primo produttore europeo di castagne, il novello arriva sul mercato in anticipo rispetto al concorrente beaujolais francese che sarà disponibile solo nei prossimi giorni.

Per rivivere il rituale che si svolge durante il week end nelle case, agriturismi, ristoranti, pub, vinerie e sagre paesane, il vino novello del Lazio e le castagne di Vallerano a denominazione di origine (Dop) con uno spazio appositamente allestito per gustare le caldarroste saranno protagonisti sabato 14 novembre 2009 a partire dalle ore 10.00 al mercato degli agricoltori di Campagna Amica al Circo Massimo in via San Teodoro, 74 a Roma.


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11 novembre"L'estate di San Martino"

Scritto da Eva di Pretoro • Mercoledì, 11 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino e manifestazioni

El Greco: Hl. Martin mit Bettler
Un vecchio proverbio recita :
"Per San Martino ogni botte è vino"
per via dell'usanza di aprire le prime botti di vino novello.
Infatti dopo la conclusione di tutti i lavori agricoli e terminata la raccolta dei frutti, la preparazione delle scorte e le semine autunnali è oramai giunto alla fine ed anche il processo di vinificazione.

Un altro proverbio dice:
"A San Martino Ogni Mosto Diventa vino"
è dunque arrivato il momento di degustare il primo bicchiere dell'anno nuovo.


L’11 novembre si festeggia San Martino; nata come festa di carattere religioso per rendere omaggio al Santo vescovo di Tours, la festa di San Martino si è poi trasformata in una ricorrenza di carattere Enogastronomico che nel nostro paese si identifica molto spesso con vino e castagne.
San Martino, Vescovo e confessore, venerato come santo dalla Chiesa cattolica (è uno tra i primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa), dalla Chiesa ortodossa e da quella Copta, era nativo di Sabaria in Pannonia (l'odierna Ungheria). Secondo alcune fonti san Martino sarebbe invece nato a Pannonhalma. La ricorrenza cade l'11 novembre, giorno dei suoi funerali a Tours.

LA LEGGENDA

"L'estate di San Martino dura tre giorni e un pochinino

La leggenda narra che Martino, l'11 novembre si trovasse ad Amiens in Gallia nel cammino di ritorno verso casa. Nel bel mezzo di una bufera incontrò un mendicante rattrappito dal freddo e con un moto di generosità gli offrì metà del suo mantello. Dopo pochi attimi la pioggia smise di cadere, il vento si placò ed un bel sole fuoriuscì a riscaldare la temperatura. Quindi la leggenda prevede che la breve interruzione di tre giorni della morsa del freddo, si ripeta ogni anno per commmemorare il gesto magnanimo e generoso, visto che Martino quelle stessa notte ebbe in sogno Gesù, che ebbe parole di stima per il futuro santo, sostenendo che dietro il travestimento del mendicante vi era proprio lui.


Ma l’11 novembre era anche importante per i contadini di un tempo perché segnava in un certo senso anche la fine di un anno di lavoro, con la scadenza dei contratti agrari, e se il padrone del campo non chiedeva loro di restare a lavorare per lui anche l'anno dopo, questi dovevano traslocare e andare a cercare un altro padrone e un altro alloggio. Anche nelle città divenne abituale cambiar casa proprio a San Martino, perciò "fare San Martino" è diventato un modo per dire "Un tempo, il periodo di penitenza e di digiuno " che precede il Natale cominciava il 12 novembre. A San Martino, perciò, si faceva una grande mangiata di arrosto d'oca o di tacchino.
Tra i piatti tipici di questo periodo quelli a base di carne di maiale.
Infine San Martino coincide anche con la degustazione di piatti a base di maiale.

"A San Martino uccidi il maiale e bevi il vino"
La tradizione infatti vuole che i contadini, in occasione della fine dei contratti agricoli, pagassero l’affitto della terra al padrone in parte con la carne dei maiali che allevavano e che macellavano proprio durante i giorni dell’estate di san martino che, per via del clima mite, permetteva una buona lavorazione delle carni.


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Il vino Novello batte il Beaujolais e lo si stappa questa sera

Scritto da 100vino • Giovedì, 5 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino rosso

Novello 2009 - Si stappa dalla mezzanotte di oggi
Dalla mezzanotte di oggi si potrà stappare e bere la produzione da 9 milioni di bottiglie di novello realizzata in Italia nel 2009 e in vendita in negozi, ristoranti, enoteche, winebar e vinerie per essere consumate entro i prossimi sei mesi, termine ultimo consigliato perché il primo vino dell'annata ad essere imbottigliato mantenga inalterate le proprie caratteristiche.

Quest'anno la produzione italiana è "arrivata" in anticipo di due settimane rispetto al Beaujolais nouveau francese concorrente storico del nostrano Novello.

Infatti il Beaujolais nouveau francese potrà essere assaggiato solo tra du esettimane e per esattezza il terzo giovedì di novembre (quest'anno il 19 di novembre).

Il vantaggio per il Novello è puramente temporale in un'ottica di mercato e di vendite, ma nulla toglie al primato della Francia in termini di quote, anche se i transalpini hanno già dovuto subire nel 2009 il sorpasso storico della produzione italiana di spumante sullo champagne.


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NOVEMBRE: è TEMPO DI NOVELLO, "il primo bicchiere del nuovo raccolto”.

Scritto da Eva di Pretoro • Lunedì, 2 novembre 2009

"Vino Novello: sapore di primo autunno, anticipo di caratteri e colori della nuova vendemmia. Attesa tentazione al liquore di Bacco di primo fervore"
Molto spesso, si pensa al vino novello come al vino "nuovo", ma nn è così. Il vino novello nasce da una produzione particolare e molto differente dalla normale vinificazione.
Il vino novello, infatti fu inventato quasi per caso in Francia.

Nel 1934 ricercatori del settore alimentare stavano studiando come conservare il più a lungo possibile l’uva da tavola appena raccolta e tra i vari esperimenti c’era anche quello di lasciare i grappoli sotto uno strato di anidride carbonica, ad una temperatura di 0 gradi. Dopo qualche mese i chicchi d’uva erano diventati frizzanti, gradevoli, ma non potevano più essere venduti: così si decise di spremerli.

I primi vignaioli che produssero tale vino erano del Beaujolais, regione centrale della Francia: da qui il nome del nuovo vino, piacevole al gusto. In Italia venne introdotto in Toscana nel 1975 da Giacomo Tachis, enologo dei Marchesi Antinori, dopo un viaggio in Francia.


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