Il
"secondo" prevede una trilogia di formaggi della tradizione casearia martinese con un
"Ichore" Negramaro igt Salento.
Il tagliere presenta tre tipi di caciocavallo(prodotto a pasta semidura, elastica, solitamente di colore bianco avorio e sottile crosta bianco crema o bruna per l'affumicatura): il primo, stagionato, il secondo, reso ubriaco con del primitivo del Salento ed il terzo, della tipologia di fossa, affumicato con legna arsa della quercia di Fragno.
All'assaggio, avevano colore giallo paglierino con lieve occhiatura, al naso, sentori di erba sfalciata da poco, fiori amari, vaniglia e spezie; al gusto, sensazioni ricche e pastose per la loro quadrimestrale stagionatura con un sapore semidolce, butirroso e leggermente sapido che diviene piccante con la stagionatura.
I suddetti prodotti caseari potrebbero essere accompagnati con grazia da vini rossi tanto strutturati e morbidi da sfociare in un passito o liquoroso come Montefalco sagrantino passito o Marsala ruby, ma...l'abbinamento cosiddetto regionale o tradizionale è con il negramaro, che, tra l'altro, è proposto in uvaggio nel vino in abbinamento nella Degustazione.
L' "Ichore" Negramaro Primitivo igt Salento 2008 è un vino che prevede in uvaggio il 55% di Negramaro ed il 45% di Primitivo ed ha avuto gli 85/100 da Luca Maroni.
Presenta breve affinamento in acciaio con lunghe macerazioni, délèstages, basse temperature, per essere consumato giovane e servito a 18-20°C, anche se può essere bevuto addirittura alla temperatura di 8-10°C.
Color rosso rubino vivace con riflessi purpurei, al naso, presenta complessi profumi di prugna ed amarena, sottobosco, sentori speziati come cannella e pepe verde ed animali come pelliccia, cuoio, selvaggina e selvatico(foxy); al gusto, contraddistinto da tannini ellagici, gallici o nobili che lo rendono vellutatamente pieno e muscoloso tanto da sposarsi perfettamente con primi piatti strutturati, ma soprattutto formaggi molto stagionati a pasta dura.
L'abbinamento mi ha convinto particolarmente, in quanto la tannicità del vino equilibra l'untuosità dei formaggi, mentre l'alcolicità, con i suoi 13,5% vol. alc., la succulenza; peraltro, l'acidità ripulisce dalla grassezza, mentre la morbidezza del vino si contrappone alla sapidità ed all'eventuale "piccantezza" dei formaggi.
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