Vino, Birra, Enogastronomia e buona tavola

Nel Sulcis Iglesiente una cantina d’avanguardia: MESA

Scritto da Eva di Pretoro • Domenica, 6 dicembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino rosso fermo

"Nutrimento, convivio, amore materno e profumi di terra Sarda: così nasce la cantina Mesa.
Una dichiarazione d'amore per la Sardegna, un connubio di bellezza e di bontà, una celebrazione della sua generosità e della sua cultura attraverso uno sei suoi preziosi tesori: il VINO."
La cantina Mesa di Sant’Anna Arresi, sorge nel cuore del Sulcis Iglesiente, a sud ovest della Sardegna.
La maggior parte dei vigneti si trova nel territorio di Sant'Anna Aressi. 70 ettari vitati, cuore e polmoni di un’azienda che ha superato le 500 mila bottiglie all’anno.
La produzione si compone prevalentemente di Carignano del Sulcis, Vermentino di Sardegna e Cannonau di Sardegna, ai quali si affiancano uve di Chardonnay e Syrah che arricchiscono e completano.
Mesa in spagnolo significa tavola. Tavola dove ci si incontra, si mangia, si scherza.
MESA può anche essere letto come acronimo dei due cognomi dei principali azionisti, Giuseppe Mele e Gavino Sanna.
Il famoso Gavino Sanna, ex pubblicitario, dopo l’addio all’attività pubblicitaria, si è dedicato al vino, fondando, con amici, vignaioli e l'apporto di un enologo di rango, la cantina Mesa.



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Benvenuti nelle Terre del Primitivo: Feudi di San Marzano

Scritto da Eva di Pretoro • Giovedì, 19 novembre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Vino rosso fermo

Il Salento è da sempre un mosaico ricchissimo di vita e colore, fatto di monumenti barocchi, splendidi litorali ed un oceano di ulivi e vigneti.
In questa generosa terra, sin dalla notte dei tempi, assecondando quel meccanismo naturale che porta gli esseri nel loro habitat ideale, la vite vede la luce.
Sotto questa irripetibile scenografia, nasce l'azienda Feudi di San Marzano.
La ricerca di qualità si traduce anche nell'approfondita conoscenza e ricerca, non solo del meraviglioso patrimonio di uve autoctone, ma anche dell'adattamento di queste ai caratteri pedologici e climatici della zona di produzione.

Quello fra la viticoltura e il Salento, da un punto di vista pedoclimatico, è da sempre un connubio naturale che si perde dalla notte dei tempi.
La sua terra rossa, argillosa e calcarea, che poggia su strati di roccia tufacea molto superficiali e la sua scarsissima disponibilità di acqua, obbligano la vite a cercare tenacemente il suo nutrimento; le sue radici percorrono svariati metri nel suolo, snodandosi nella terra e insinuandosi nella roccia.
Questo movimento, questa interazione profonda si riflette in una grande ricchezza aromatica e di struttura nei vini.

In particolare, la zona di produzione dei vigneti dei Feudi di San Marzano  è fondamentalmente caratterizzata da due tipi principali di terreni:
la terra rossa, tipica della parte propriamente detta Salento, caratterizzata da un'intensa liberazione di ossidi di ferro da parte del substrato calcareo (da ciò la tipica tinta rossa) e da suoli molto sottili, sovrapposti al calcare con radi affioramenti calcarei.

In questi suoli sorgono i nostri migliori vigneti ad alberello, che sono per esempio all'origine del SESSANTANNI; i suoli dei depositi marini terrazzati, caratterizzati da una tessitura sabbiosa o, in alcuni punti, ciottolosa.
In queste zone più a ridosso del litorale ionico e che beneficiano del positivo influsso delle brezze marine, coltiviamo per esempio i profumati vigneti all'origine del LIATICO.


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Il ritorno dell'antico metodo della potatura “soffice” dei vigneti

Scritto da 100vino • Venerdì, 30 gennaio 2009 • Commenti 0 • Categoria: Tecnica e coltivazione

Marco Simonit e Pierpaolo Sirch sono due agronomi “preparatori d’uva”: hanno recuperato un antico sistema di potature, che previene le malattie del legno e allunga il ciclo di vita della vite, applicandolo alla viticoltura moderna.
L’approccio è individuale, fatto di interventi mirati pianta per pianta, con potature sul legno giovane e con il risultato di rendere produttivo un vigneto per almeno 50 anni.

Le
cause delle devastanti infezioni delle viti, come il mal d’esca e l’eutipiosi, sono da ricercare infatti nelle potature errate, indotte dal fenomeno della meccanizzazione agricola.
Dopo una sperimentazione durata 20 anni, dal 2005 i due agronomi friulani hanno cominciato a divulgare il metodo della potatura “soffice” in importanti aziende vitivinicole nazionali.

Gaja a Barbaresco, Ferrari in Trentino, Bellavista in Franciacorta, sono alcuni dei grandi nomi del vino italiano ad aver introdotto il loro sistema di gestione dei vigneti.


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