Il clima cambia il vino Made in Italy, ha un grado in più
Scritto da Apcom • Lunedì, 26 marzo 2012 • Commenti 0 • Categoria: Vino
Uve più precoci, meno acide e più dolci rispetto al passato
Il vino italiano è aumentato di un grado negli ultimi 30 anni anche per effetto dei cambiamenti climatici che si sono verificati nella Penisola, dove la temperatura media nel 2011 è stata superiore di 1,5 gradi rispetto al 1980, facendo peraltro segnare in questo arco di tempo alla colonnina di mercurio ripetuti livelli di caldo record da oltre 2 secoli. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti all'apertura del Vinitaly, dove lunedì prossimo alle ore 15 si terrà l'incontro 'Clima e vino: rischi e prospettive di una relazione particolare'.
Per la Coldiretti numerosi sono i casi di disciplinari di vini a denominazione che negli ultimi anni si sono adeguati al cambiamento modificando i limiti minimi di gradazione alcolica sia al Nord (dove per la Barbera d'Asti si è passati per il base da 11,5 gradi a 12 e per il superiore da 12 gradi a 12,5), che al Sud (per l'Aglianico del Vulture la gradazione minima naturale delle uve alla vendemmia è passata da 11, 5 gradi a 12,00 per il Superiore Docg a 13,00 gradi).
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Fervono i preparativi per l’atteso rendez-vous che ogni anno il Consorzio Franciacorta organizza per turisti e appassionati di vino, dedicando un intero week-end di eventi e attività alla scoperta del territorio. L’appuntamento è per sabato 17 e domenica 18 settembre, destinazione il cuore della Lombardia, tra la città di Brescia e il Lago d’Iseo, territorio vocato alla viticoltura per eccellenza, ma anche ricco di natura, storia e tradizioni.
Siamo di fronte ad un vero e proprio record assoluto, quando si parla dell'export del vino italiano.


