L’etna rosso tra e poesia

O-scuru_o-scuru
L’ O’ scuru o’ scuru nasce nel profondo sud italiano, sulle pendici dell’Etna, da vitigni Nerello Mascalese (80%) ed il Nerello Cappuccio (20%).

La declinazione di questo vino rosso viene prodotto da una giovane azienda vitivinicola – Al-Cantàra – che in poco tempo ha saputo affermarsi sul mercato sia per il connubio, unico e prezioso nel suo genere, tra uva, versi e pastelli, sia per la qualità dei vini, riconosciuta con alcuni premi di portata nazionale e internazionale: fra questi il Vinitaly e la Douja D’or nel 2008, nonché Pramaggiore e la selezione del Sindaco nel 2009.

L’ O’ scuru o’ scuru non è solo un vino fine a se stesso, ma è frutto di un progetto.
Il nome della giovane azienda, portata avanti da Pucci Giuffrida, ha un nome cercato, studiato, voluto, pieno di significato e di allegoria.
“al-cantàra” in arabo significa “ponte”: ed è proprio come un ponte che Giuffrida ha voluto unire elementi storici della terra siciliana in un sottile collegare fra loro arte, vino e poesia.

Per chi conosce le opere di Nino Martoglio, cui i vini di questa azienda vitivinicola si ispirano, sa che i suoi versi ricreano sapientemente l’atmosfera elegante e raffinata, con una dovizia di particolari dove il sapore emerge in chiave figurativa.

E così, ad esempio, “O’ scuru o’scuru” è la silloge di sonetti siciliani sulla “maffia” – trattata chiaramente in chiave nient’affatto elogiativa o encomiastica – diventando il nome di un rosso DOC, sulla cui etichetta è rappresentato l’ambiente tipico delle osterie siciliane di qualche tempo addietro, colori cupi, avventore con bottiglia in una mano, penna d’oca nell’altra, intento a scrivere qualcosa sotto la fioca luce di una candela.

Ma torniamo al vino “O’ scuru o’scuru”.

WineNews, all’estero gli italiani bevono vino locale e birra
Rupi del Vino – Il film documentario di Ermanno Olmi