
Trovata in una nave rompighiaccio affondata nel 1800
Un boccale davvero d’annata, dagli abissi alla tavola.
Un gruppo di esperti finlandesi è deciso a far « rivivere » la birra più antica del mondo, trovata insieme ad un carico di champagne in una cassa affondata nel Mar Baltico insieme alla nave che li trasportava, tra il 1800 e il 1830.
Il relitto, naufragato mentre viaggiava tra Copenaghen e San Pietroburgo, fu portato alla luce nel luglio del 2010 nei pressi alle isole Aland, e oltre a un carico d’eccezione – ben 145 bottiglie di champagne, tra Veuve Cliquot e Juglar, compresa quella che è considerata la più antica mai rinvenuta – ne conteneva una di birra che si aprì appena affiorata dalle acque.
Adesso gli esperti del Technical Research Centre of Finland hanno avuto il mandato di analizzare gusto e composizione chimica per tentare di riprodurre l’antico nettare di luppolo.
La birra, spiegano cinque degustatori professionisti, ha « un sapore antico » anche se con « qualche nota di acidità », forse per via di una permanenza subacquea non proprio ideale.
Per far tornare l' »archeo-birra » sugli scaffali, i ricercatori stanno analizzando i lieviti e batteri presenti nel liquido alla ricerca di tracce di vita o di gemelli genetici tra i fermenti utilizzati oggi.
Se tornasse in vendita il successo sarebbe garantito? Non proprio, ammette Annika Wilhelmson, « il gusto di 200 anni fa potrebbe non soddisfare i palati dei consumatori moderni ».